Nell’abbigliamento sportivo le fibre sintetiche ricavate dai combustibili fossili, come petrolio e gas, abbondano. Ma ci sono alternative? Fortunatamente sì e anche molto innovative. Una dimostrazione è arrivata proprio in questi giorni con il lancio della nuova collezione donna Activewear 3.0 di Pangaia, azienda impegnata nell’abbigliamento a basso impatto ambientale grazie alla scienza dei materiali e all’innovazione continua.

Per la nuova collezione ha scelto il nylon EVO®, una fibra vegetale ricavata da semi di ricino sviluppata e prodotta da Fulgar, un’eccellenza italiana nella produzione di filati artificiali ecosostenibili.

La collezione Activewear 3.0 di Pangaia con EVO® di Fulgar comprende quattro modelli in tre varianti di colore: reggiseno sportivo, top corto a maniche lunghe, pantaloncini  e leggings in nero, verde foglia e blu ceruleo. I modelli sono disponibili sul sito e-commerce di pangaia.com.

«Il settore dell’activewear si affida generalmente a materiali al 100% di origine petrolchimica, poiché sono richiesti alti benefit in termini assorbimento dell’umidità e performance. L’introduzione invece di un maggior numero di materiali a base biologica permette di sostituire i combustibili fossili con risorse rinnovabili», piega Amanda Parkes, Chief innovation officer di The Pangaia. Questa è la scelta che abbiamo fatto per la collezione Activewear 3.0».

«Grazie alla partnership con Fulgar e all’utilizzo del filato EVO® – prosegue – siamo riusciti infatti a creare una nuova generazione di activewear sostenibile ma, allo stesso tempo, altamente performante».

Una collezione dal tessuto traspirante e antibatterico

Il filato EVO® di Fulgar ha le stesse caratteristiche del nylon più pregiato ed è adatto a qualsiasi applicazione tessile, dall’abbigliamento sportivo alla calzetteria, perché performante, molto leggero, elastico e traspirante. Si asciuga velocemente e non necessita di stiratura.

Questo filato proviene da una fonte rinnovabile e sostenibile. Il ricino, infatti, è una pianta che cresce spontaneamente in zone aride del mondo e che non richiede elevati quantitativi di acqua né sottrae terra coltivabile per usi alimentari.

La composizione della capsule Activewear 3.0 dipende dal modello. Ad ogni modo, reggiseno sportivo, top, pantaloncini e leggings sono realizzati con il 92-97% di nylon EVO®, ottenuto da semi di ricino, e il 3-8% di elastan Creora® al 30% vegetale. Pangaia sta lavorando con i suoi partner per aumentare la percentuale di contenuto bio-based in modo da ridurre il più possibile la derivazione fossile.

Inoltre, per il trattamento antimicrobico del tessuto, invece di impiegare metalli pesanti, è stata utilizzata la formulazione PPRMINT™ ottenuta dall’olio essenziale di menta piperita. La formula, brevettata da Pangaia, neutralizza e previene la crescita di batteri che causano cattivi odori e dà una sensazione più fresca dopo l’allenamento.

Insomma, si tratta di una collezione che ha unito due aziende che fanno della ricerca dei materiali la loro missione per una moda più pulita con l’ambiente e le persone.

«Siamo molto contenti di essere ancora una volta al fianco di Pangaia nel suo percorso verso collezioni sempre più green, grazie al potenziale dei nostri filati ecologici. E’ un riconoscimento importante del nostro impegno ormai più che decennale in ricerca e sviluppo ecosostenibili per una filiera etica, circolare e sempre più sostenibile anche nell’ambito dell’activewear»,  dichiara Alan Garosi, Head of Marketing di Fulgar.

Alcune informazioni su Pangaia

Pangaia è nota per le sue felpe e tute colorate, ma chi è? dove ha sede e dove produce? Ecco alcune informazioni utili per conoscere meglio questa start up che fonda la sua ragione d’essere sull’innovazione e ricerca di materiali a basso impatto ambientale.

Chi è Pangaia

Pangaia è un brand di moda? Sarebbe riduttiva questa definizione. Pangaia è una società di scienza dei materiali formata da un collettivo globale di scienziati, designer, pensatori e creatori. Insieme a laboratori partner in tutto il mondo, lavorano nella ricerca e nello sviluppo di materiali innovativi, sistemi rigenerativi e circolari in modo da avere un impatto positivo sul Pianeta.

La caratteristica è che Pangaia sviluppa non solo stili, ma anche materiali. E questo, nel mondo del fashion, è davvero una buona anomalia.

Dove ha sede Pangaia

La società ha sede a Londra e ha gruppi di lavoro a New York City, Los Angeles, Parigi, Firenze e Porto. Fondata da un collettivo di 7 persone, oggi impiega 143 persone in tutto il mondo.

Pangaia vende la maggior parte dei suoi prodotti direttamente tramite il suo e-commerce oppure tramite rivenditori selezionati. E’ il caso, ad esempio, di Rinascente on line.

Dove produce Pangaia?

Altro punto di forza della società è la trasparenza e la tracciabilità della filiera. Pangaia ha mappato tutta la sua filiera di primo livello, cioè dove vengono tagliati e cuciti i suoi articoli. Il grosso  viene prodotto in Portogallo (87%), seguono: Italia (5%), Bulgaria (4%), Turchia (3%), Romania (1%) e Cina (<0,5%).

Riguardo agli altri livelli della catena di fornitura (come trattamento dei tessuti, produzione e origine della fibra), Pangaia è impegnata a completare la mappatura.

Se vuoi approfondire la sua storia e conoscere come lavora dai un’occhiata al Pangaia impact report 2021.

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