Gli scarti tessili possono essere riutilizzati? Certo che sì. E in vari modi. E’ possibile ricavarne nuovo filato, nuovi tessuti oppure confezionare nuovi abiti. Non solo, dagli scarti tessili può nascere anche una istallazione artistica. Una bella dimostrazione arriva dal progetto DetoxCirculArt con l’opera “Plot“.

L’iniziativa è del Consorzio Detox che, dal 2016, riunisce le aziende impegnate nell’eliminazione delle sostanze pericolose per l’uomo e per l’ambiente a monte della filiera del tessile. Si tratta della prosecuzione della campagna lanciata da Greenpeace nel 2011 per “disintossicare” il settore tessile e moda.

Il progetto DetoxCirculArt rientra tra le iniziative del Consorzio per sensibilizzare il sistema moda verso una economia circolare, realmente sostenibile, nella produzione tessile e abbigliamento.

La realizzazione dell’iniziativa è stata possibile grazie alla collaborazione con l’Accademia del Costume&Moda e TerraMedia, Associazione di promozione sociale. Da questa collaborazione è nata l’opera “Plot” di Francesca Pasquali. L’Artista bolognese, che nelle sue opere trasforma i materiali di scarto in oggetti, ambienti e installazioni di grande effetto, in questa occasione è stata affiancata da dieci studenti del primo anno del Diploma Accademico in Costume e Moda.

I giovani futuri designer sono stati coordinati e diretti dal docente Santo Costanzo, con la curatela di Davide Sarchioni dell’Associazione TerraMedia.

PLOT/DetoxCirculArt

“Con  la  realizzazione  di  quest’opera  vogliamo  offrire  ai  giovani  talenti,  che  si  apprestano  a  lavorare  nella  moda,  un’esperienza immersiva  nel “materiale tessile riciclato” affinché la loro creatività sia sempre più orientata verso un  “pensiero circolare”, con l’obiettivo di sperimentare da subito l’importanza di un reale EcoDesign”, spiega Andrea Cavicchi, presidente Consorzio Detox.

Scarti tessili: il riuso creativo aggiunge valore

La realizzazione dell’opera è stata preceduta dal workshop, iniziato a febbraio, che ha impegnato gli studenti nell’approfondimento del riuso creativo.

Detto in breve, si tratta di un processo secondo cui la materia di scarto, oltre a trovare nuova vita, acquista un maggior valore rispetto al materiale originario.

In questo caso il risultato è stato una grande installazione tessile molto coinvolgente e concepita come un percorso tra differenti architetture. E’ un invito ad addentrarsi nei meandri della materia  tra  gli  intrecci di  tessuti  e  cimose, all’interno di un gioco cromatico, di associazioni tattili e sensoriali. Un viaggio davvero suggestivo.  

PLOT/DetoxCirculArT

Perché l’opera si chiama “Plot”?

In genere plot si usa nel linguaggio della critica letteraria o cinematografica, in questo caso, invece, si riferisce alla trama, all’intreccio della materia tessile e alla sua elaborazione. Ne esce un racconto che parla di sostenibilità, di riciclo e rigenerazione della materia. E’ la storia di una trasformazione, di come uno scarto tessile possa essere una grande risorsa anche in chiave artistica.

“Questi intrecci cangianti ammaliano  lo  spettatore  invitandolo a ricercare lungo il percorso  il  proprio  angolo  accogliente.  E’  un  invito  ad attivare  tutti  i  sensi,  e farsi pervadere  dalle  sinuosità  tessute. Nodi,  fiocchi,  intrecci,  cappi:  la  materia  diventa protagonista, si svela ai nostri occhi imperfetta e grossolana, ma nel suo profondo intrisa di bellezza”, spiega Francesca Pasquali.

Materiali tessili: recuperati 350 kg di lana, cotone e cashmere

Per realizzare l’installazione artistica sono stati utilizzati circa 350 kg di scarti di filatura, ritagli di magazzino, cimose, frasami e ritagli di campionario originati dai processi produttivi delle aziende del Consorzio Detox di Prato. Materiali preziosi come cotone, lana e cashmere.

Come dicevo, l’opera “Plot” ha coinvolto 10 studenti. Sono: Beatrice  Catalani,  Eugenio Chenna, Antonio  Contartese, Noemi DeFelice, Matteo Longari, Sara Jacqueline Morandini, Arianna Regazzo, Daniele Rosati, Aurora Simone e Riccardo Vesprini.

Grazie a DetoxCirculArt, gli studenti del corso hanno approfondito i vari  aspetti  della produzione  industriale  tessile  e  i  relativi  scarti  di lavorazione,  toccando con mano le infinite possibilità che possono celarsi anche negli scarti tessili.

L’opera collettiva “Plot” occupa per intero una delle sale del piano terra dell’Accademia Costume & Moda di Milano (Via Antonio Fogazzaro, 23). L’apertura al pubblico è fino al 22 luglio, dalle 9:00 alle 18:00, dal lunedì al venerdì.

La visita è preceduta da un video che racconta i vari processi dell’installazione artistica.

“Plot” è una dimostrazione di quanto siano preziosi gli scarti tessili, almeno quanto un’opera d’arte.

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