Conoscere cosa indossiamo, come e chi ha fatto i nostri vestiti è alla base di uno stile bello, libero e consapevole. Ecco allora tre libri per aiutarti nelle tue scelte. Come me, scoprirai tante possibilità per rendere, un po’ alla volta, il tuo armadio davvero sostenibile e ne avrai soddisfazione.

Acquisirai maggior consapevolezza e ti renderai conto dell’enorme valore delle tue scelte sia sul piano ambientale che sociale.

Libro numero 1: I vestiti che ami vivono a lungo

Il libro, I vestiti che ami vivono a lungo (edito da Corbaccio, 2021) è scritto da Orsola de Castro, leader internazionale nel settore della moda sostenibile. Nel 2013 è stata co-fondatrice di Fashion Revolution, movimento globale diffuso in oltre 100 Paesi e impegnato per un’industria della moda pulita, sicura, equa, trasparente e responsabile.  

Leggendo questo libro ti renderai conto dell’importanza di prendersi cura di quello che già possiedi. Conoscerai motivi per cui “riparare, riadattare e rindossare  i tuoi abiti è una scelta rivoluzionaria”, come è scritto nel sottotitolo del libro.

Non si tratta di smettere di consumare, ma di consumare di più quello che è  già nel tuo armadio. Questo è alla base della moda circolare e sostenibile. Ed è davvero alla portata di tutti. Si parte da qui, ed ecco perché questo libro è il numero 1 della lista.

Come scrive l’autrice, la sostenibilità significa equilibrio, qualità e rispetto. Non c’è equilibrio nella moda usa e getta del fast fashion, nella produzione di 53 milioni di tonnellate di capi all’anno di cui più del 75% viene buttato (in discarica o incenerito) e solo 1% viene trasformato in nuovi vestiti. Non c’è rispetto del lavoro di chi quegli abiti li ha cuciti, quasi sempre in circostanze di sfruttamento del lavoro, e non c’è rispetto verso il Pianeta.

Il libro fornisce anche consigli pratici su come riparare, riadattare, rindossare e aver cura dei tuoi capi.  Un lungo capitolo è dedicato ai tessuti per conoscere di cosa sono fatti i nostri abiti e come, di conseguenza, prendersene cura in modo che durino in più a lungo possibile. Infine, affinché ognuno possa fare la sua parte, Orsola de Castro ci accompagna mese per mese, suggerendo nuove e semplici abitudini.

Libro numero 2: La rivoluzione comincia dal tuo armadio

Il secondo libro che ti propongo è La rivoluzione comincia dal tuo armadio. Tutto quello che dovreste sapere sulla moda sostenibile (edito da Solferino Libri, 2020).

E’ scritto a quattro mani da due esperte della moda. Sono Luisa Ciuni, giornalista e scrittrice, e Marina Spadafora, stilista, ambasciatrice mondiale della moda etica e coordinatrice per l’Italia di Fashion Revolution.

Questo libro nasce con l’obiettivo di informare in maniera semplice, quanto profonda, su come funziona oggi l’industria della moda e quali sono le scelte migliori che attualmente è possibile fare. Saprai quali conseguenze ha avuto e sta avendo sull’ambiente e sui diritti delle persone la delocalizzazione della moda. Il peso sociale e ambientale della produzione continua di nuove collezioni tipiche del fast fashion.

Come pure della bulimia dei consumi incoraggiata dal basso costo dei capi di abbigliamento. Conoscerai anche le realtà del mondo del fashion che stanno facendo bene sia sul piano ambientale che sociale. Le opportunità per scegliere una moda etica e sostenibile non mancano. Ogni scelta, la mia e la tua, hanno un peso, non è solo un atto economico, ma anche morale e politico.

Non può esistere una moda etica né una moda sostenibile senza tutela dell’ambiente e dei diritti delle persone. A questo riguardo nel libro c’è questa citazione:

“Non c’è ecologia senza una adeguata antropologia” sono le parole di Papa Francesco dall’Enciclica Laudato sì.

Qual è il senso? Che la tutela dell’ambiente e il rispetto delle persone sono due fattori interconnessi. Nessun prodotto può definirsi sostenibile se non c’è il rispetto dei diritti sindacali, salariali e di tutela della salute di chi quel prodotto lo ha fatto.

Oltre a diffondere consapevolezza per fare scelte informate, il libro si chiude con 10 consigli pratici per un armadio sostenibile: dal comperare meno e meglio all’acquistare vintage.

Libro numero 3: Fashion Industry 2030

Vuoi sapere come sarà l’industria della moda tra qualche anno? Quali sono i profondi cambiamenti che le aziende devono affrontare, da subito, per risolvere le questioni ambientali e sociali che si nascondono dietro le catene di produzione? Allora, il libro da leggere è Fashion Industry 2030. Reshaping the future through sustainability and responsible innovation, edito da Egea – Bocconi University Press, 2019.

Il libro, in lingua inglese, è frutto del lavoro di Francesca Romana Rinaldi,  docente presso l’Università Bocconi e la SDA Bocconi School of Management dove è coordinatore del corso CSR in Fashion & Luxury al MAFED – Master in Fashion, Experience & Design Management.

La Rinaldi è anche consulente Unece (Commissione economica europea delle Nazioni Unite) nel progetto “Enhancing Transparency and Traceability of Sustainable Value Chains in the Garment and Footwear Industry”. Insomma, un punto di riferimento quando si parla di sostenibilità dell’industria della moda.

Il booktrailer del libro Fashion Industry 2030

Questo libro è un tuffo in un futuro molto prossimo. Infatti, l’arco temporale è al 2030, lo stesso dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. L’ Agenda è costituita da 17 obiettivi da raggiungere tra soli 8 anni. Anche l’industria della moda è chiamata a fare la sua parte contro la povertà, per la garanzia di un lavoro dignitoso, per la parità di genere, contro l’inquinamento, per una produzione e un consumo responsabili.

Quindi, il libro parte dalle numerose  problematiche sociali e ambientali dell’industria globale della moda e traccia la strada per superarle. Entro il 2030 tutto dovrà cambiare e in questo profondo cambiamento il ruolo del consumatore è fondamentale.

Intanto, le catene del valore saranno 100% tracciabili e trasparenti, in pratica sapremo finalmente dove e come un abito o un paio di scarpe sono stati prodotti, le etichette ci daranno anche questo tipo di informazioni. Le produzioni saranno all’insegna dell’innovazione responsabile (si va dall’ecodisign alla produzione zero rifiuti) e della circolarità.

I prodotti, quindi, saranno ideati per durare e per rimanere in uso il più a lungo possibile. La moda sarà intesa anche come servizio e consumo collaborativo.

Infatti, le aziende di moda offriranno servizi come la riparazione, il noleggio e la ricommercializzazione dei capi di seconda mano. Questi alcuni dei cambiamenti necessari che l’autrice sintetizza in 6 punti. L’ultimo, forse la sfida più grande, è: “I profitti saranno realizzati senza danneggiare l’ambiente o la società”. In pratica, in futuro, le aziende di moda che avranno successo saranno in grado di integrare estetica, etica e innovazione responsabile.

Se vuoi saperne di più, leggi questa mia intervista all’autrice.

Buone letture!

Photo by Joel Muniz on Unsplash

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