Non ne puoi più delle promozioni pressanti e ansiogene del Black Friday? Pensa che ci sono brand e piccole imprese, dalla moda alla cosmesi, che rifiutano questa corsa ai consumi senza senso.

Si tratta di realtà che operano in un’ottica di economia circolare e della sostenibilità ambientale e sociale.

C’è chi ha scelto di chiudere lo store on line e i punti vendita, chi di proporre servizi di riparazione o di fare sconti mirati per progetti di alto valore sociale.

Si tratta di iniziative per puntare l’attenzione sull’inutilità di questa corsa agli acquisti del superfluo spinti da sconti “imperdibili” e “super vantaggiosi”.

Non c’è nulla di strano ad attendere l’arrivo del Black Friday per comprare qualcosa di cui si ha davvero bisogno. D’altra parte, perché acquistare un prodotto a prezzo pieno quando lo puoi comprare scontato?

Il  fatto è che le promozioni della serie “affrettati il tempo sta per scadere” oltre agli sconti pubblicizzati fino al 50/70%  sono studiati appositamente per indurre agli acquisti. Spesso inutili.

Le sollecitazioni sono continue. Se un tempo il Black Friday si svolgeva in una giornata, il giorno dopo il Ringraziamento americano, oggi dura almeno una settimana. Inoltre, è subentrato anche il Cyber Monday, il lunedì cibernetico, inizialmente dedicato agli acquisti tecnologici,  è ormai aperto a qualsiasi genere di prodotto.

Il settore della moda, in cui domina il fast fashion, è tra i più delicati. Proprio per i suoi impatti ambientali e sociali, dovrebbe astenersi dal Black Friday e imparare a gestire in maniera più efficace le sue produzioni, invece che scaricare sui clienti i costi della sovrapproduzione di abbigliamento e scarpe.

Il no all’iperconsumo e alla sovrapproduzione di Fashion Revolution

Acquistare quello che in realtà non serve, attirati dagli sconti è un modo per assecondare la sovrapproduzione dell’industria della moda, causata soprattutto dal fast fashion.

Come ricorda Fashion Revolution ogni anno vengano prodotti  circa 100 miliardi di capi di abbigliamento. Si tratta di stime, visto che, come riporta nell’Indice di Trasparenza della moda 2021, appena il 14% dei principali marchi di moda pubblica la quantità di prodotti fabbricati. Nel frattempo, solo il 27% dei principali marchi di moda afferma di investire in soluzioni circolari come il riciclo da tessile a tessile.

«Vogliamo vedere la fine di questa cultura dell’iper-sconto in cui si dà così poco valore all’abbigliamento, alle risorse utilizzate per produrlo o alle persone che lo realizzano. Noi, come consumatori e come cittadini globali, meritiamo di meglio dal nostro guardaroba».

Da inizio novembre Fashion Revolution ha avviato una massiccia campagna contro il Black Friday e il Cyber Monday (26 – 29 novembre). Tutti possono partecipare e far sentire la propria voce. Ad esempio diffondere il messaggio che la sovrapproduzione costa, sia in termini ambientali che sociali, e responsabilizzando i marchi chiedendo #WhoMadeMyClothes? e #WhatsInMyClothes?

Fashion revolution: “Se non ne hai bisogno non comprarlo”

Sei marchi uniti contro il Black Friday

L’unione fa la forza. Così sei brand internazionali hanno creato una piccola comunità contro la cultura degli sconti e dell’usa e getta. Ecco chi sono.

Freitag, il noto brand svizzero di borse, ricavate da materiale riciclato, ha deciso di chiudere il proprio shop online proponendo invece di visitare la piattaforma di scambio  S.W.A.P., acronimo di Shopping Without Any Payment.  E’, in un certo senso, il Tinder dello scambio di borse e zaini del marchio Freitag.

Freitag: “Non comprare, basta scambiare”

«Da sempre puntiamo sui prodotti durevoli e sul consumo sostenibile, dicendo no alla mania dello shopping e alla guerra spietata a colpi di ribassi. Ecco perché anche quest’anno chiudiamo il nostro online Store in occasione del Black Friday». La chiusura è per 24 ore: dalle 8:00 del 26 alle 8:00 del 27 novembre. 

«Dato che preferiamo il concetto di community a quello di consumo, quest’anno abbiamo unito le forze con alcuni brand che la pensano come noi, per sostenerci a vicenda nelle nostre iniziative di contrasto alla caccia spietata all’ultima offerta».

Con Freitag ci sono:

Flamingos Life azienda spagnola di scarpe 100% vegane, ricavate da scarti di mais, sughero, bambù, cotone organico e gomma naturale, chiude lo store online per l’intera giornata.


il no di Freitag, Flamingos Life, Secrid, Soeder, Brompton, Oy: «Il Black Friday comporta degradazione ecologica e forme estreme di sfruttamento del lavoro. Impegnati nella conservazione del Pianeta, non possiamo prendere parte alle disumane e anti-ecologiche conseguenze che questo evento provoca».

Secrid , il marchio olandese, inventore delle custodie per carte di credito, nonché produttore di portafogli, propone ai clienti un servizio di riparazione gratuito.

L’azienda svizzera di saponi Soeder invita a utilizzare il servizio alla spina in modo da ridurre gli sprechi.

Brompton, pionere delle biciclette pieghevoli, offre il noleggio gratuito di biciclette nel Regno Unito per incoraggiare alla mobilità sostenibile invece che alle spese folli.

Anche Oy, brand di abbigliamento da surf e yoga sostenibile, chiude il negozio online. 

L’anti-Black Friday made in Italy. Alcuni esempi

Anche quest’anno l’azienda di agricosmetica Oway ha deciso di non aderire al Black Friday chiudendo il 26 novembre sia  l’e-commerce che gli store.

OWAY: “NON SPEGNIAMO IL FUTURO”

«Crediamo sia meglio circondarsi di pochi prodotti e oggetti sostenibili e di alta qualità, piuttosto che inseguire un acquisto continuo, compulsivo e sregolato».

L’appello è: «Consumiamo meno facciamolo meglio».

Rifò: i maglioncini ANCHE MENO e EMMOBASTA

Rifò, brand di moda sostenibile di Prato, che crea abbigliamento e accessori da fibre rigenerate a km 0, ha deciso di non fare sconti e di lanciare la sua Green week 2021, partendo da una semplice domanda: mi serve davvero?

La risposta? #ANCHE MENO. E’ questa la novità del manifesto anti-Black Friday 2021 ricamato dal brand pratese Almeno Nevicasse sui maglioni di cashmere rigenerato.

Ad #ANCHE MENO Rifò ripropone #EMMOBASTA il primo manifesto anti-Black Friday.

Per questa edizione Rifò devolverà 5 euro per ogni carrello a sostegno di un progetto che avvierà dal 2022.  Si tratta di una scuola per cenciaioli che finanzierà la formazione retribuita di giovani ragazzi stranieri provenienti dalle attività di accoglienza sul territorio di Prato.

Progetto Quid e lo sconto a sostegno di CRISALIS

Progetto Quid, brand di moda etica e sostenibile dell’impresa sociale Quid, propone la White Week. Fino al 28 novembre, attivando il codice coupon WHITEWEEK, si ha uno sconto del 30% su una selezione di capi della nuova collezione. Il 5% degli acquisti della settimana e il 100% degli acquisti del foulard in seta andrà  al progetto CRISALIS, programma di inserimento socio-lavorativo a favore di donne sopravvissute alla tratta di esseri umani.

Le collezioni di progetto Quid nascono da eccedenze di tessuti di qualità messe a disposizione dalle più prestigiose aziende di moda e del settore tessile. Ogni capo è unico grazie al lavoro di persone – soprattutto donne – con trascorsi di fragilità, che trovano in Quid un’occasione di riscatto.

Invece di comprare: scambia, ripara, condividi

Se non per necessità, non comprare è la prima risposta al Black Friday. Come consiglia Fashion Revolution ci sono anche altre possibilità per divertirsi con la moda. Eccone 5:

  1. Ripara
  2. Ricicla
  3. Crea qualcosa di nuovo da quello che hai
  4. Scambia
  5. Dona


Proprio all’insegna dello scambio e del dono il 26 novembre a Milano presso NON Riservato , ci sarà uno swap party in risposta al Black Friday.  Chi vorrà partecipare potrà scambiare i propri abiti dismessi, ma ancora in buone condizioni. Questo appuntamento è organizzato da AWorld, la piattaforma ufficiale a supporto delle Nazioni Unite per incentivare azioni individuali contro la crisi climatica, e Swapush, l’app  che promuove il baratto per uno stile di consumo più responsabile.

Questa è anche l’occasione per donare i propri abiti a Humana.

Allo swap party parteciperanno anche Lisa Casali, eco-food blogger e autrice di diversi libri, per la presentazione del suo nuovo libro “Il dilemma del consumatore green”, e Marina Spadafora, ambasciatrice della moda, che interverrà sulla moda sostenibile.

Per partecipare occorre prenotarsi su eventibrite.it.

Black Friday? Meglio un supporto ai piccoli negozi

In questo Black Friday pensa ai piccoli negozi della tua città e quartiere. Il Black Friday per queste piccole realtà non è un affare, non possono certo competere con i maxi sconti pubblicizzati di continuo.

«Sostenere il commercio locale è sempre un’azione lodevole», scrive Orsola de Castro, co-fondatrice di Fashion Revolution, nel libro I vestiti che ami vivono a lungo. Inoltre: «Si può approfittare anche per dare lavoro al calzolaio portando a risuolare un paio di scarpe, o al servizio di sartoria consegnando un vestito che aspetta da mesi di essere modificato».

Photo by Karolina Grabowska from Pexels

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